Com’è ben noto il 26-10 ancora una volta sono scesi
in piazza tutti gli studenti degli Istituti superiori della regione, per
manifestare contro la Riforma della scuola che è stata realizzata dal Ministro
alla Pubblica istruzione del governo Berlusconi, Letizia Moratti.
In contemporanea con i
giovani di tutta Italia, la Campania ha voluto prendere parte alla Giornata
Nazionale di Mobilitazione contro la Legge Moratti.
E’ facile leggere volantini che dicono - Dopo quattro anni e mezzo di mobilitazione vogliamo farci sentire ancora una volta, proprio ora che il Ministro dell'Istruzione si appresta a completare l'iter di approvazione della legge delega sulla scuola, poiché è quindi necessario ritornare numerosi in piazza, per esprimere il nostro NO alla “abolizione” del diritto allo studio.
Siamo consapevoli dei risultati ottenuti in questi anni- leggiamo nella folla, attribuendo a noi stessi giovani il merito che se la riforma ancora tentenna a partire, è solo merito di chi non ha mai mollato in questi anni nell'opporsi ad un progetto di scuola basato sull'esclusione delle fasce deboli.
Così mentre in
Parlamento di apprestavano ad approvare definitivamente la legge, tutti gli
studenti hanno voluto manifestare il loro totale disappunto su una legge
ingiusta, capace di favorire la disuguaglianza in ambito scolastico.
Ciò che vorremmo,
spiegano alcuni Giovani Verdi, rappresentanti degli studenti nelle scuole
superiori, è un dialogo aperto con le istituzioni, per collaborare insieme ad un
progetto scolastico fondato su tre pilastri fondamentali ovvero:
Infatti se la riforma venisse approvata, verrebbe cancellato dal sistema scolastico il grado di istruzione elementare e le medie del tempo pieno e del tempo prolungato.
In più, verrebbe abolita la personalizzazione dei piani di studio nelle scuole superiori, con l'atto finale di una selezione in base alle possibilità economiche, sociali e culturali di provenienza.
Tutti non vogliamo altro che far sentire la nostra voce, specialmente ora che il Governo si appresta alle elezioni anticipate. No alla riforma Moratti e a tutte le sue “innovazioni” che distruggono la scuola e “mortificano” il diritto allo studio.
L'unico punto di forza di questa legge è il
prolungamento a cinque anni delle scuola media con la conseguenza di un
allineamento del sistema scolastico italiano a quello europeo, dato che l'Italia
è l'unico paese comunitario con il “grado d'istruzione obbligatoria più basso".
E da anni a questa parte sono centinaia e in ogni parte della nazione le manifestazioni contro questa riforma, che nessuno approva, né studenti né docenti.
Si combatte tutti i giorni al fianco degli altri studenti, nonostante il Governo non abbia mostrato l’intenzione di fare “marcia indietro”, per difendere e garantire il tanto professato “diritto allo studio”.