Diritto allo Studio in Campania: ecco come la pensiamo
di Dario Sabini
Oramai sembra raggiunto l’obbiettivo. Com’è ben noto il Governatore della Regione Campania, Antonio Bassolino, si è fatto promotore del finanziamento della nuova legge regionale sul diritto allo studio, approvata il 18 Gennaio 2005, dopo anni di dure lotte.
Questa nuova legge, sbandierata dai sindacati studenteschi come grande conquista sociale, sembra, però, avere le sue “pecche”. Infatti è stato stimato che per l’attuazione della legge, e per la tutela delle fasce di reddito più basso, sono necessari almeno 150 Milioni di Euro, garantendo0 solo le prime fasce d’intervento, cioè fino ai 15.000 Euro (all’incirca 260.000 studenti).
Per questo, anche questa volta, sembra lecito condannare l’atteggiamento del Governatore, che, negli ultimi giorni, si è impegnato a stanziare solo 15 Mila Euro (che andrebbero a integrare i 40 già esistenti) a dispetto del 20 Milioni promessi (in periodo di campagna elettorale) e dei 150 necessari.
Inoltre, la nuova normativa regionale sul
diritto allo studio non prevede nessuna gratuità su servizi, sul materiale
didattico, sui trasporti e sulle attività culturali, ma solo delle agevolazioni
in poche fasce di reddito. Per le famiglie a reddito zero, e per i nuclei
familiari che hanno un reddito vicino alla cosiddetta soglia di povertà (5.000
euro annui secondo indicatore ISEE) il diritto allo studio continua a non essere
gratuito, mentre per le altre fasce di reddito sono previste solo agevolazioni
che non bastano a sopperire al grave peso economico che oggi comporta andare a
scuola ed all’università.
L’Assessore alla formazione Adriana Buffardi ed il Governatore Antonio Bassolino parlano di conquiste sociali, quando in realtà noi studenti pensiamo che la Regione avrebbe potuto stanziare molti più fondi per coloro che ne hanno bisogno.
Gia in periodo di campagna elettorale I Giovani Verdi hanno detto NO a 20 milioni di euro promessi dal Presidente della Regione, ma acclamavano le cifre che risolvono debitamente il problema. Pertanto noi continueremo ad essere presenti sul territorio e tra gli studenti, per sensibilizzare sempre più i ragazzi a questo problema, e per lottare pacificamente e democraticamente per ottenere i fondi necessari all’attuazione del progetto.